martedì 1 novembre 2016

IL DONO NEL GIORNO DEI MORTI

Fra i ricordi della mia infanzia legati al Primo Novembre, non ci sono né Zucche, né Dolcetti, ma un dono tanto atteso che arrivava direttamente dai morti.

Una notte magica e spettrale, quella che saluta il 1 Novembre, la festa di tutti i "Santi", e accoglie il 2 Novembre, e il Festeggiamento e Ricordo dei Morti.


Per tradizione, in questa notte, si credeva che i defunti venissero a trovare noi bambini per lasciarci dei doni.

Come a voler significare che, coloro che non sono più con noi in questa terra, ci stanno sempre accanto e si ricordano di noi.
Un potere a loro conferito, nella dimensione in cui si trovano rispetto a noi, è quello di fare delle magie, facendo materializzare delle cose che, rimarranno accanto a noi in futuro e ci faranno sempre ricordare di loro.

La mia infanzia è stata differente di quella che vivono i bambini di oggi, compreso i miei figli
.
I Doni dei miei Defunti: Le Bambole della mia Infanzia.

I miei defunti, mi facevano trovare ogni anno una Bambola nuova. Ricordo ancora oggi il momento in cui le ho ricevute.
Erano così poche, che le trattavo con cura ed attenzione speciali.

Le giornate del 1 e 2 Novembre, per me erano molto particolari, poiché permettevo alle mie Bambole di parlare.
Le prendevo dal posto dove stavano, mute e immobili, a guardarmi per l'intero anno e solo in questi due giorni ... ci giocavo.


Perché non ci giocavo durante il resto dell'anno?

Semplicemente perché avevo paura di sciuparle, rovinarle... Erano talmente preziose e uniche!

Per Natale non sempre arrivava un giocattolo e per il mio compleanno magari arrivava una torta e con quella si festeggiava.

A distanza di anni, mi rendo conto di essere stata proprio una brava bambina, anche se ... chissà se il termine "bravo" è corretto per descrivere quella bambina: sempre composta per rispondere alle aspettative altrui. D'altronde, però, la vita ci porta ad adattarci in base alle situazioni.


Chissà se il motivo per il quale io non riuscivo a giocare con le "ricche" e "accessoriate" Barbie era proprio questo senso di responsabilità è rispetto, derivato dal "poco" che ho ricevuto nella mia infanzia.

Sicuramente gran parte di ciò che sono oggi, è l'Impronta lasciata nei primi anni della mia vita.

Noto che neanche mia figlia, nel quotidiano, riesce a giocare con Bambole e Barbie, anche se ha ormai quasi 8 anni e ne è circondata in giro per la casa.

D'altro canto ha invece la predisposizione ad occupare il suo tempo con qualche gioco diverso dalle Bambole, probabilmente come lo era per me nella mia infanzia.

Le avrò trasmesso io questo "difetto ludico"? ... sarà!

Alla fine ognuno si deve accettare con le proprie predisposizioni senza attribuire la causa a qualcosa di specifico, semplicemente è stato così e va bene così.

Le tradizione e il folklore dei posti li caratterizza e li segna in maniera specifica proprio come ogni individuo ha le proprie tendenze e potenzialità.

Questo ricordo a me caro delle mia amata terra che è la Sicilia, lo custodisco con affetto.
Sul Link specifiche sulla tradizione del 2 novembre.


Adesso mi adatto alla nuova realtà del posto dove mi trovo, il Veneto, che ha adottato la tradizione americana del "dolcetto o scherzetto", con i bambini che sgattaiolano fra una casa e l'altra travestiti da fantasmini, streghette e mostri, con racconti di antiche leggende legati ad halloween.

Anche questo fa parte di noi e l'uno non esclude l'altro, d'altronde il folklore è stato sempre quello che ha caratterizzato i popoli ed è giusto rispettarlo e viverlo quando si è chiamati a farlo.

Un buon inizio del nuovo mese di novembre a tutti!

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